Thursday, April 9, 2009

Scopri come risparmiare e bere acqua sempre fresca e pura

In un "semplice" distributore acqua spesso vengono utilizzate tecnologie talmente sviluppate di cui gia' solo il nome e' sufficiente a lasciarci perplessi. Non e' il caso dell'adsorbimento, ossia la capacita' da parte di molecole, ioni ed atomi di creare legami chimici o interazioni fisiche. La sua assonanza con la ben piu' nota parola "assorbimento" non ci trae in inganno, anzi! Sostanzialmente, infatti, si tratta di un processo di cattura fisica da parte di una superficie, detta interfase, di sostanze inorganiche. Per fare un esempio, potremmo citare i carboni attivi. In tal modo, vengono, quindi, eliminati dalla sostanza i soluti che risultano dannosi alla nostra salute.

In natura il processo osmotico e' diffusissimo, sia in ambito biotico che abiotico. Le cellule vegetali si mantengono turgide grazie a questo meccanismo. Allo stesso modo interviene nei cicli di molti elementi importanti per la vita, come il carbonio o l'azoto. Sostanzialmente si tratta di un passaggio di acqua attraverso una membrana selettivamente permeabile per bilanciare la concentrazione di soluti nelle due soluzioni. Questo tipo di pressione e' totalmente naturale e non prevede alcun tipo di dispendio energetico. L'industria dei distributori acqua, sfrutta, invece, l'osmosi in direzione opposta alla variante presente in natura.

L'acqua frizzante e' presente in natura. Tuttavia, quella che spesso troviamo in vendita, e' stata creata tramite l'aggiunta di anidride carbonica in maniera artificiale. Il motivo per cui spesso scegliamo l'acqua frizzante e non quella liscia e' la sua maggiore capacita' di dissetarci, anestetizzando le cellule del palato, anche se, alla realta' dei fatti, non vi e' nessuna differenza. I dispenser acqua non sono in grado di svolgere questo processo di "gasazione" tuttavia, amanti dell'acqua frizzante, non disperate: c'e' una soluzione anche per voi! Sono i frigo-gasatori, magari un po' costosi, ma quando non si puo' rinunciare...

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